Recensione: Marina (Carlos Ruiz Zafon)
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Documento inserito venerdì 10 luglio 2009
Marina
AUTORE: Carlos Ruiz Zafon
GENERE: Narrativa straniera
EDITORE: Piemme
Oscar Drai è uno studente quindicenne che vive in un cupo convitto di Barcellona, dal quale è solito ogni tanto sparire per girovagare, senza meta, nei quartieri della città. In occasione di una di queste fughe, il giovane si lascia rapire da una musica che lo conduce fino alle finestre di un casolare abbandonato, all’interno del quale trova uno strano orologio che, spinto da un impulso inspiegabile, ruba prima di fuggire via. Tornato sui suoi passi per restituire l’oggetto, incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, German Blau, un pittore che ancora soffre per la perdita della sua amatissima moglie.
Da quel momento in poi, niente per Oscar sarà più come prima. Il suo profondo amore per il mistero si intreccerà ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata; segreti che lo spingeranno non solo ad una fuga più lunga e mai tentata dal detestato collegio ma anche verso la fine della sua adolescenza.
A poco a poco, Oscar si addentra in una storia piena di mistero, in cui emerge qualcosa di accaduto a cavallo tra le due guerre mondiali e che si è concluso in un incendio nell’immediato secondo dopoguerra. Un mistero che potrebbe costare ad Oscar la vita e forse anche di più…
“Come sempre, forse più di sempre, il libro è scritto magistralmente. La narrazione è così intrigante da richiedere un vero sforzo di volontà per essere interrotta e la sua conclusione, così contemporaneamente brutale e delicata, congeda il lettore lasciandogli una sensazione abbastanza difficile da qualificare, forse analoga ad una commistione tra certe vecchie ferite che riprendono a far male ed il ricordo di qualcosa mai accaduto.”
Franca Chicca
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