Nella città degli antichi magiari

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Documento inserito martedì 9 settembre 2008

NELLA CITTA’ DEGLI ANTICHI MAGIARI

Il bronzo del cielo segnato dai campanili di Buda ha lasciato il posto ormai da ore alle più artificiali luci nella città degli antichi magiari.
Il traffico sul Ponte Széchenyi, il Ponte delle Catene, è cessato ed il Danubio, sotto l’imponente struttura, scorre silenzioso e possente, lento ma deciso nel suo fluire.
Le intime e discrete luci della collina si riflettono in esso donandogli i colori più tenui della notte.
Attraversando questo monumento in stile liberty, sembra di poter ancora udire lo scarrozzio che ci riporta all’Ottocento, quando i nobili signori si videro costretti per la prima volta a pagare una tassa per attraversare il grande fiume e far ritorno, dopo una giornata di svago, nella più caotica Pest, teatro di mercati e commercio, alle terrazze della più elegante Buda.
Lungo un percorso pieno di alberi che non permettono di scorgere e nascondono argutamente uno dei panorami più suggestivi, si giungi nella Città Vecchia.
Tra case dipinte e chiese dai mosaici colorati si erge lo Halaszbàstya, il Bastione dei Pescatori così chiamato in ricordo dell’associazione di pescatori che nel Medioevo difese questa parte delle mura.
Costruito agli inizi del XX secolo, è un sistema di bastioni neoromanici e neogotici sulle mura medievali, un susseguirsi di sette bianche torri che non ha mai svolto però ruoli di difesa.
Dallo Halaszbàstya e rivolti verso la vecchia città, nel silenzio della notte, davanti a noi la statua di Stefano il Santo a cavallo, primo re d’Ungheria.
La sagoma, accanto all’imponente chiesa di San Mattia, sovrasta e domina su tutta la piazza quasi a voler ancora difendere l’amato popolo e la sua pace.
Se solo però si volge lo sguardo al Danubio ecco che per un attimo, prima che si spengano le luci si può godere della vista del Parlamento al di là del fiume, immerso nella zona di Pest ove tutto è rumore e suono di macchine che è possibile solo immaginare, immersi nel silenzio della calma di Buda.
Ed il fiume è sempre lì, lento e consapevole nel suo scorrere, un fluire di ricordi, capace di separare Buda, la sua collina e la sua antica saggezza, dall’irrequieta Pest.
Danubio però sempre pronto ad unire le due anime cittadine in un’unica meraviglia.

Dott.ssa Elisa Lucarelli

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