Mobbing (Prima parte)
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Documento inserito domenica 11 gennaio 2009
Da tempo molti visitatori del sito “SOCIAL BENEFIT ” mi hanno chiesto di fare chiarezza sul grave ed importante problema a volte quasi ”invisibile” che affligge tanti lavoratori che si chiama“ MOBBING “ .
Periodicamente aggiornerò il sito con informazioni legislative e commenti per spiegare cos’è il MOBBING, i fattori rischio, cause ed effetti sul lavoratore. Potrete trovare le varie parti dell'approfondimento della materia utilizzando lo strumento del "Cerca nel sito"
PARTE PRIMA
FATTORI DI RISCHIO
Le patologie psichiche determinate dalle condizioni organizzativo/ambientali di lavoro trova il suo fondamento giuridico nella sentenza della Corte Costituzionale n.179/1988 e nel Decreto Legislativo n.38/2000 (art.10 comma 4 ), in base ai quali sono malattie professionali,non solo quelle elencate nelle apposite tabelle di legge, ma anche tutte le altre di cui sia dimostrata la causa lavorativa.
Secondo un’interpretazione aderente all’evoluzione delle forme di organizzazione dei processi produttivi ed alla crescente attenzione ai profili di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, la nozione di causa lavorativa consente di ricomprendere non solo la nocività delle lavorazioni in cui si sviluppa il ciclo produttivo-aziendale (siano esse gabellate o non ) ma anche quella riconducibile all’organizzazione aziendale delle attività lavorative.
I disturbi psichici quindi possono essere considerati di origine professionale solo se causati, o conclusati in modo prevalente, da specifiche e particolari condizioni dell’attività e della organizzazione del lavoro.
Tali condizioni ricorrono esclusivamente in presenza di situazioni di incongruenza delle scelte in ambito organizzativo, situazioni definibili con l’espressione “ costrittività organizzativa “.
Le situazioni di costrittività organizzativa più ricorrenti ed orientativamente assimilabili in situazioni pressoché analoghe sono:
- marginalizzazione dell’attività lavorativa
- svuotamento delle mansioni
- mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata
- mancata assegnazione degli strumenti di lavoro
- ripetuti trasferimenti ingiustificati
- prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto
- prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a condizioni
di handicap psico-fisici
- impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie inerenti l’ordinaria attività di
lavoro
- esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo
Indubbiamente ogni costrittività deve avere caratteristiche strutturali, durature ed oggettive, e come tale, verificabile e documentabile tramite riscontri altrettanto oggettivi e non suscettibili di discrezionalità interpretativa.
Brex Maria
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