La pedagogia della differenza
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Documento inserito sabato 21 marzo 2009
La pedagogia della differenza
L’affermarsi del valore della “differenza” nel mondo occidentale è stata favorita negli ultimi decenni da alcuni eventi storico-culturali come la fine delle ideologie forti, il movimento delle donne e altro.
Viene considerata anche per contrastare quella tendenza all'indifferenza che va diffondendosi oggi, spesso come reazione alle informazioni rivolte dai mass media. La differenza è apertura all’alterità, al cambiamento, all’impegno e alla responsabilità. Il cambiamento è soprattutto dell’uomo che si pone come soggetto critico e libero cercando di stabilire rapporti con gli altri fondati sulla comprensione. La responsabilità di prendere posizione a livello etico e l’impegno nei confronti dell’altro nell’esigenza di superare i condizionamenti che ci provengono da noi stessi e dall’esterno.
Il soggetto quindi deve potenziare il proprio io attraverso il contatto la relazione e le loro differenze.
La differenza è la “mèta dell’azione educativa”, l’individuo ha il diritto ad essere considerato elemento indistinto.
La pedagogia della differenza ha le sue radici nella filosofia della differenza e cioè
in quelle forme di "filosofia radicale" che ha permeato la filosofia del novecento.
Si ricorda ad esempio Nietzsche che rilevava l’esistenza di un uomo nuovo rivolto al cambiamento, libero dai valori mediocri e autoritari del passato che vedeva l’uomo nella sua identità cioè io-io non io-tu, come scelta nel rispetto del prossimo. Un soggetto consapevole, quindi, del fatto che il cambiamento vero e proprio si compie nei propri confronti. L’obiettivo che si proponeva il filosofo del novecento era quello di creare un nuovo modello di uomo libero dal passato e dal presente portatore consapevole di una società del futuro autentica.
Oggi il valore della differenza è in parte bandito dal consumismo e dall’omologazione che hanno messo in crisi la nostra identità.
La scuola può sviluppare tale valore attraverso attività finalizzate a rimuovere i condizionamenti e gli stereotipi che ostacolano il processo di costruzione della singolarità di alunni e alunne, saranno dal punto di vista concettuale e metodologico per la valorizzazione della responsabilità, delle attitudini, motivazioni, aspirazioni, stili cognitivi e comunicativi.
Inoltre si pone necessario stimolare la motivazione come scambio di conoscenze.
• Riconoscere ciò che appartiene alla cultura "dominante" e ciò che ne è estraneo. Acquisire versatilità nell'utilizzo dei mezzi espressivi.
• capacità di controllo di operazioni cognitive, mezzi e strumenti.
• Promuovere capacità di stabilire relazioni tra sé, l'altra e l’altro.
Lo scambio della differenza e della pluralità di forme e modalità di rappresentazione del pensiero vengono considerati momenti di intergruppo, per socializzare Concludendo possiamo dire che si rende importante una pedagogia della differenza che pensi alla comprensione e accettazione dell’altro anche nella sua diversità.
Dott.ssa Maria Teresa Armetta
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