La faccia sconveniente della parità tra i sessi

home page»Approfondimenti»Diritto Amministrativo
Documento inserito martedì 30 marzo 2010

La Corte di giustizia della Comunità europea il 13 novembre 2008, nella causa C-46/07 ha posto le basi per il progressivo innalzamento dell'età pensionabile per le donne dipendenti dalla pubblica amministrazione.
Non più 60 ma 65 come gli uomini.

La Corte  ha ritenuto la differenza di requisiti anagrafici tra uomini e donne una violazione del principio di parità di retribuzione.
Il presupposto è che il trattamento pensionistico costituisce una forma di retribuzione differita.
Ai pubblici dipendenti vanno applicati la direttiva 86/378/Cee e l'articolo 141 del Trattato che  vietano qualsiasi discriminazione retributiva in base al sesso.
L'innalzamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia era dunque una strada obbligata dopo la messa in mora della Commissione europea del 25 giugno.
L'Italia si è dovuta adeguare alla sentenza, per evitare una nuova condanna che avrebbe implicato il pagamento di pesanti sanzioni per l'inadempienza.
Dal 1° gennaio 2010 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia salità a 61 anni, per arrivare a regime, sulla base dell'aumento di un anno per ogni biennio successivo, fino a 65 anni.

Giuseppe Colajanni

torna alla Home

Tipo:

Regione:

Provincia:

Tipo:

Regione:

Provincia:

Copyright © 2008 Social Comunication
Sito realizzato da Os2.it Creazione siti web