I Cristiani di fronte le altre religioni
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Documento inserito venerdì 3 ottobre 2008
I CRISTIANI DI FRONTE ALLE ALTRE RELIGIONI
Un'attenzione nuova per le altre religioni
Anche chi vive in un Paese di tradizione cristiana - come ad esempio in Italia - non può ignorare le altre religioni. Conoscerle, oltre che una esigenza culturale, è una preziosa occasione per un arricchimento della propria esperienza religiosa.
In altri tempi, l'atteggiamento dei cristiani nei confronti delle altre religioni era caratterizzato dal disinteresse. Ora invece l'atteggiamento è di stima e di attenzione. Per i cattolici è stato soprattutto il Concilio Vaticano II a orientare verso un dialogo leale, aperto, disponibile con le religioni non cristiane. In esse si devono ricercare anzitutto i valori di cui sono portatrici. Questi valori, oltre a essere importanti in se stessi, sono per i cristiani come un "presentimento" e una "preparazione" alla pienezza di Cristo; in Cristo essi trovano il loro fondamento ultimo e la loro giustificazione. (Cf Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, n.1).
Gli aspetti positivi delle grandi religioni
I cristiani colgono in ciascuna delle religioni particolari valori.
Così nell'induismo si riscontra un senso vivo della presenza di Dio in tutte le cose e della spiritualità dell'uomo. L' uomo raggiunge la pace interiore e la perfezione nella ricerca di Dio attraverso la meditazione e la progressiva purificazione, a cui partecipa tutta la persona, anima e corpo.
Il buddismo ha un senso profondo delle esigenze morali; è animato da spirito di pace e di perdono, non di vendetta. L'uomo è grande non per il possesso, ma per il distacco dalle cose; per i valori spirituali, non per quelli materiali.
Il confucianesimo esalta la pacifica convivenza sociale e, a questo scopo, indirizza l'osservanza delle leggi morali.
Nell'esperienza religiosa ebraica domina il senso della grandezza e unicità di Dio, della sua presenza attiva nella vita e nella storia del popolo. La fede è il centro dell'uomo religioso ebreo.
La fede islamica afferma con forza l'unicità di Dio e la sua grandezza infinita. E' ammirevole nell'Islam il senso profondo dell'adorazione a Dio e della sottomissione alla sua volontà.
Gli aspetti negativi o problematici
Non sempre i fedeli vivono secondo lo spirito e le norme della loro religione.
Oltre alla mancanza delle persone, possibili in ogni religione, dal punto di vista cristiano si fanno notare alcuni aspetti negativi o problematici, presenti nelle stesse dottrine delle altre religioni.
Così nell'induismo non è affermata con chiarezza l'unicità di Dio e vengono giustificate le caste.
Nel Corano c'è un certo spirito fatalistico, si tollera la poligamia e si pensa il paradiso in modo troppo materialistico.
Nelle dottrine del buddismo e del confucianesimo l'aspetto morale predomina su quello religioso.
L'esistenza di Dio, benchè affermata, resta ai margini della vita. Anche se tra le religioni esistono delle somiglianze o addirittura un "nocciolo" comune, non sarebbe giusto livellarle tutte. Vi sono tra loro profonde differenze.
Così non è possibile mettere sullo stesso piano Buddha, Confucio, Maometto, Gesù Cristo….
I cristiani credono che la pienezza della verità religiosa si trova nel cristianesimo. Credono anche, però, che Dio ama ogni uomo, a qualunque religione appartenga: per vie misteriose, egli può condurre tutti alla salvezza.
La novità e specificità del cristianesimo
Il cristianesimo ha precisa coscienza della propria "novità" nei confronti delle altre religioni.
L'uomo non può fare a meno di "inventare" religioni. E questo non solo perché debole, schiacciato dalle forze della natura, alienato dal lavoro, oppresso dai potenti…..Il bisogno religioso, il bisogno di Dio ha radici ben più profonde.
L'uomo cerca Dio perché è stato creato per incontrarsi e vivere con lui. Dio è il fine ultimo dell'uomo. Per questo l'uomo porta insopprimibile nel suo cuore il desiderio del volto di Dio.
Ogni ricerca religiosa vive una continua tensione, perché Dio è sempre "al di là", irraggiungibile. Sembra così che la ricerca religiosa non possa realizzare ciò a cui è fondamentalmente orientata: l'incontro con Dio.
La novità del cristianesimo sta essenzialmente in questa convinzione di fede: non è solo l'uomo a cercare Dio; prima ancora e soprattutto, è Dio che cerca l'uomo, che si rileva, che si comunica gratuitamente a lui in Gesù Cristo.
L'identità profonda del cristianesimo è la persona di Gesù, con il suo mistero di morte e resurrezione, con la sua identità di "vero uomo e vero Dio".
Cristo morto e risorto è l'unica salvezza dell'uomo: nessun altro e nient'altro. L'uomo non si salva con le sue sole forze, con il suo impegno morale; neppure con la ricerca religiosa. La religione non salva l'uomo. La religione è dono, è grazia: una dono da accogliere e poi far fruttificare.
Il cristianesimo, perciò, non è una filosofia o una via di perfezione morale; non è neppure una fede generica in Dio. E' una fede specifica in Gesù Cristo, un'"adesione" vitale alla sua persona.
Il cristiano è definito da rapporto esistenziale con Gesù. Tutto il resto, pur importante, viene dopo.
Nino Di Gesaro
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