Energia ed Inquinamento

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Documento inserito martedì 25 agosto 2009

Energia ed Inquinamento:Essendo argomenti di comune interesse eccovi alcune specifiche in materia.

1) quando termineranno le risorse petrolifere mondiali?

Il petrolio, miscela formata da più di 350 tipi di idrocarburi, è la principale fonte energetica di tutto il pianeta capace di condizionare l'intera economia mondiale.
La sua formazione deriva dalla decomposizione di organismi animali e vegetali in ambiente privo di ossigeno (anaerobico) che si sono depositati sul fondo di bacini poco profondi (lagune, paludi).
Il petrolio, una volta formato, si accumula in rocce serbatoio che contengono strati di acque salmastre in basso, petrolio e gas metano in alto. (si trova nella litosfera)
Il 60% del petrolio scoperto si è formato tra 120 e 80 milioni di anni fa.
Dal 1970 al 2000 si è passati da un consumo mondiale di 5.400 Milioni di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) a oltre 10.000 Milioni di TEP e la tendenza è di una crescita sempre ad un ritmo maggiore (circa 5% l’anno). Secondo approfonditi studi analitici, partendo da questi dati, oltrepassato il punto di massima produzione di estrazione annuale di barili (oggi 85 miliardi di barili/giorno), si è giunti alla conclusione che le risorse di petrolio estraibili termineranno entro un periodo relativamente breve, in definitiva avremo ancora petrolio per i prossimi 50-80 anni! Anche se alcuni scienziati riuniti nell'Oil Depletion Analysis Centre di Londra sono addirittura più pessimisti, ipotizzando un periodo di riserve più breve di circa 40 anni.

2) quali sono i paesi maggiormente “beneficiari” di un ‘economia basata sul petrolio?

I maggiori produttori di petrolio nel mondo sono l’Arabia Saudita (11% della produzione mondiale annuale con oltre il 26% delle riserve mondiali) seguita dagli USA col 10%, Russia col 5% , Messico e Iran con una media del 4% e Norvegia e Gran Bretagna con il 3% .
Mentre i primi “consumatori” al mondo sono gli USA (26% con oltre 3 milioni di barili al giorno) seguiti dal Giappone (7%) ormai quasi raggiunta dalla Cina che “consuma” il 6% della produzione petrolifera mondiale.
Di tutta l’energia “consumata” in Italia ben il 45% deriva dal petrolio.
Il greggio maggiormente importato è stato quello russo ( 17 Ml/tonn su 87 Ml/tonn) seguito da quello iraniano e libico.


3) qual è la causa principale dell’aumento indiscriminato del prezzo del petrolio?

Le motivazioni sono innumerevoli e non si possono spiegare in poche righe.
Sintetizzando si può affermare che sono essenzialmente 4 le cause fondamentali della crescita del prezzo del petrolio e quindi della benzina per le nostre macchine e del riscaldamento all’interno delle nostre case.
Il primo motivo è sicuramente legato alla politica degli ultimi anni dei maggiori paesi (legati nell’OPEC) produttori di petrolio che si è basata su una minore estrazione del greggio causando secondo la legge economica della domanda e dell’offerta, un aumento del bene essendo in minore quantità.
Altro motivo è da ricondurre al deprezzamento notevole che ha registrato negli ultimi tempi il dollaro, valuta con cui si contratta e si commercia il barile del petrolio.
Causa più importante è da ricercare senz’altro nella domanda sempre maggiore di energia e di materie prime e quindi di petrolio che “economie” sempre più forti e in crescita, come la Cina, l’India e il Brasile, necessitano per mantenere e sostenere il loro sviluppo economico, anche qui la legge economica dell’offerta e della domanda ci dice che crescendo la domanda e mantenendo l’offerta immutata di un bene in un mercato il prezzo di quest’ ultimo non può non aumentare.
Da non sottovalutare, infine, le forti e occulte speculazioni che a livello mondiale si esercitano nel campo finanziario e che creano volutamente aumenti dei prezzi del petrolio per questioni di lucro.


4) quali sono le fonti energetiche alternative su cui puntare nel futuro?


Tecnicamente le fonti alternative sono le forme di energia non esauribili nella scala dei tempi “umani” che non creano inquinamento ma che purtroppo sono “limitate” dal loro carattere discontinuo. Le principali forme di energie alternative concretamente sfruttabili sono: l’energia solare, eolica, idroelettrica, tralasciando l’energia del moto ondoso, della biomassa, il biogas e l’ energia geotermica per il loro ancora limitato sfruttamento.
In Italia il 18% della produzione totale di energia deriva da queste fonti di cui il 15% è rappresentata dalla sola energia idroelettrica.
Vediamo di dare una descrizione molto sommaria e sintetica per ciascuna fonte principale.
Per energia solare s’intende l’energia (elettrica o termica) prodotta sfruttando direttamente l’energia irradiata dal sole. E’energia pulita, gratuita, continua e abbondante (il sole irradia ogni anno 16000 miliardi di TEP!) Il problema principale oltre al fatto che l’irraggiamento non è continuo e varia durante l’anno e che questa enorme quantità di energia arriva sotto forma di radiazione elettromagnetica e dev’essere opportunamente trasformata per poter essere sfruttata.
Le tecnologie attualmente che danno la “resa” maggiore sono il pannello solare rappresentato da un “collettore termico” atto all’accumulo, immagazzinamento e uso successivo di energia solare per creare energia termica e il pannello fotovoltaico ovvero un dispositivo, costituito da una serie di celle fotovoltaiche, che converte energia solare direttamente in energia elettrica, ma con rendimenti bassi dell’ordine del 20%.
Altra importante fonte alternativa “concretamente” sfruttabile è l’energia eolica. Del resto è stata la prima fonte di energia utilizzata dall’uomo.
Rappresenta l’applicazione economicamente più conveniente (rendimento del 70%) e avviene i
aerogeneratori che sfruttano energia cinetica del vento e la trasformano in energia elettrica crando però avvolte parziali problemi di impatto ambientale. In diversi paesi europei come l’Olanda e la Germania l’energia eolica rappresenta una fonte non più trascurabile di energia attraverso la realizzazione delle “windfarms” ,letteralmente fattorie del vento, cio’è vere e proprie centrali elettriche con più aerogeneratori collegati insieme.
Infine l’energia idroelettrica che sfrutta il movimento di masse d’acqua, ricavandole dai fiumi e dai laghi attraverso dighe, per produrre energia elettrica. A differenza delle normali centrali termoelettriche non hanno bisogno di combustibili e non creano inquinamento ma di contro
Necessitano di intervento edilizio di notevoli proporzioni, spesso cambiano il microclima locale e hanno una produzione inferiore.
E’ la principale risorsa energetica alternativa in Italia.

5) Cosa s’intende per Sviluppo Sostenibile?

Il dibattito sulla questione ambientale nasce negli anni ’70 e dopo una serie di Conferenze mondiali, dibattiti e convegni sul tema si è giunti al cosiddetto “rapporto Brundtland” della commissione mondiale su ambiente e sviluppo dove nel 1987 si è data una definizione di Sviluppo Sostenibile.
Con questo termine si indica lo Sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.
L’ambiente, in pratica, non può essere considerato come un contenitore illimitato di risorse, spazi e opportunità dato che il nostro “Benessere” comporta sia consumo di risorse ambientali
che un uso dell’ambiente come ricettore di scarti dell’attività umana (inquinamento).
Con lo sviluppo sostenibile s’intende migliorare la qualità della vita e il benessere, con una serie di azioni, in modo durevole preservando l’ecosistema, garantendo un reddito sufficiente per poter fruire di beni e servizi, soddisfacendo i bisogni delle persone.
Concretamente il concetto di sostenibilità richiede la capacità di utilizzare le risorse in modo efficiente, equo e da conservare il capitale naturale.


6) come funziona il Protocollo di Kioto?

Per “protocollo di Kioto s’intende il documento adottato nel corso della terza sessione della conferenza sul clima del 1997 dove 118 nazioni si sono impegnate a ridurre del 5% emissioni dei gas serra (Usa e Australia non hanno ancora aderito).
I paesi in pratica che si sono impegnati dovranno assicurare che le emissioni di gas serra derivanti dalle attività umane vengano globalmente ridotte del 5% entro “periodo di attuazione” (2008-2012) rispetto ai livelli del 1990
Il protocollo prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese (ITA il 3%)
I paesi aderenti al fine di raggiungere il loro obbiettivo potranno avvalersi di vari “meccanismi flessibili” come l’aiuto concreto ad abbattere l’inquinamento in paesi meno progrediti o il rimboschimento di parti del loro territorio.


7) il famoso “effetto serra”?

Effetto “naturale” risultato dalla presenza dell’atmosfera che assorbe e restituisce parte dei raggi infrarossi emessi dal suolo riscaldato dalla radiazione solare
L’attività umana ha intensificato l’effetto aumentando la concentrazione naturale dei gas serra (CO2,N2O,NH4,CFC,O3) con conseguente riscaldamento globale della terra

Vari e gravi sono gli effetti di questo continuo innalzamento della temperatura globale tra qusti sicuramente l’nnalzamento del livello dei mari per parziale scioglimento dei ghiacci,
alterazioni climatiche con aumento di periodi di siccità e di eventi meteorologici estremi, l’estinzione di alcune specie di animali come orsi polari e pinguini e infine l’aumento e la diffusione di malattie tropicali come la malaria.

8) reinserire in Italia lo sfruttamento dell’energia nucleare?

Considerando che è un argomento molto delicato e sensibile per vari motivi, che siamo ancora purtroppo lontani dallo sfruttamento ottimale delle fonti naturali e che l’Italia è in pratica totalmente indipendente dal punto di vista energetico dagli altri paesi, sono comunque favorevole allo sfruttamento dell’energia nucleare. Prima di tutto è una forma di energia “pulita” nel senso che non deriva da combustione e non crea di conseguenza emissioni di sostanze inquinanti e nocive. Sfrutta enorme energia racchiusa nei legami del nucleo (isotopo uranio) creando elevatissime potenzialità e rese assolutamente non raggiungibili dalle altre forme di energia. Mi si potrebbe ribattere col problema della sicurezza ma ancora una volta bisogna ricordare che attualmente il nostro paese “acquista” energia prodotta da centrali nucleari dalla Francia e dalla Svizzera, e sinceramente non credo che possibili incidenti (con percentuale di probabilità bassissima) non abbiano conseguenze “pesanti” sul nostro Paese.
Altro problema facilmente risolvibile è rappresentato dalle scorie radioattive, ma basta solo osservare e “studiare” come hanno sciolto questa questione altri paesi europei tramite informazione, incentivi e sistemi di sicurezza sempre più moderni e all’avanguardia. Ovviamente questo non significa tralasciare la ricerca sulle fonti di energia alternative ma capendo che rappresentano sicuramente il nostro “futuro energetico” ma in una prospettiva ancora lontana.

9) praticamente come possiamo contribuire al risparmio energetico elettrico?

Il risparmio energetico concretamente si può considerare a tutti gli effetti una considerevole fonte di energia rinnovabile, la più immediata e accessibile a tutti e finalizzato sia al contenimento spese che riduzione inquinamento.
Basta pensare che sul 100% di energia finale consumata in casa il 20% deriva dallo scaldabagno elettrico, il 18% è rappresentato dal frigorifero, il 15% è rappresentato dall’illuminazione, il 13% lavatrice, 11% televisione, 8% lavastoviglie e via gli altri apparecchi.
Vediamo concretamente che azioni seguire per fare risparmio “elettrico”.
Prima di tutto utilizzare lampade a basso consumo energetico, spegnere apparecchi non usati, poi agire sullo scaldabagno regolando la temperatura, utilizzando un frigo “ecologico” tenendolo lontano da fonti di calore e da finestre, agire sulla lavatrice non lavando a temperatura superiore ai 60, agire sulla lavastoviglie usandola a basse temperature ed asportando i residui più grossi contro l’intasamento, agire sul forno evitando di aprirlo durante il preriscaldamento e ricordando che il microonde consuma meno. Se tutte queste azioni sono correttamente eseguite si può arrivare ad un risparmio di energia elettrica dell’ordine del 30-40%.

Ing. Fabrizio Ferro

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