Empatia adolescenziale e bullismo

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Documento inserito sabato 10 gennaio 2009

Empatia adolescenziale e bullismo


Con il termine empatia indichiamo la capacità di mettersi nei panni degli altri e condividerne gli stati d'animo. Essa è essenzialmente una disposizione emotiva che favorisce le relazioni sociali. In tal senso essa nell’adolescente diviene una componente fondamentale in quanto lo aiuta a sviluppare quel sentimento di amore verso l’altro come realtà unica e formativa che mira alla sua crescita globale.

Infatti l’adolescenza è l’età del cambiamento sia fisico che psichico; da un lato il giovane si sente un adulto, vuole affermarsi ed essere indipendente in tutto e per tutto, dall’altro lato, però, ha ancora bisogno dell’aiuto di una figura adulta sia essa un genitore, un educatore o un istituzione come può essere la scuola. Il sistema educativo attuale però sviluppa delle abilità cognitive tralasciando ogni riferimento alla comprensione empatica che, invece, ha una funzione centrale nell’adolescente.
Le scuole propongono un modello pedagogico centrato sull’insegnante, verbale, astratto, freddo e distaccato rivolto in modo indifferenziato all’intera classe. Tale modello non è gratificante per l’insegnante stesso che non può sottrarsi a programmi vasti.

Si rende necessario un ambiente facilitante per lo sviluppo non solo dei saperi formali, ma anche di tutte le emozioni necessarie alla educazione dell’adolescente. Il ruolo delle emozioni sta alla base della nostra società e lo deve essere anche nel processo d’insegnamento, in quanto esse vanno ad influenzare positivamente le capacità degli individui e soprattutto degli adolescenti. Esse così divengono uno strumento conoscitivo grazie al quale i giovani possano aprirsi alla collaborazione tra pari e soddisfare i propri bisogni. Uno stile educativo quindi che riduca al minimo indispensabile atteggiamenti rifiutanti, punitivi ed un eccessivo controllo della creatività; promozione di un senso di adeguatezza formale e formazione del concetto di sé; lasciare spazio anche alle emozioni altrui, nel quale l’altro possa sentirsi realmente ciò che è.

Allora è possibile educare i giovani oggi all’empatia? Si è possibile, proprio perché l’empatia, il “ sentire con” permette di comunicare tra gli esseri umani in maniera diretta, l’educazione deve aiutare i giovani adolescenti ad esprimere i propri sentimenti divenendo strumento conoscitivo. Inoltre la relazione insegnante- adolescente si basa su un clima di fiducia e sulla capacità di saper praticare un ascolto attivo; un’efficace modalità di sostegno affettivo nei segnali trasmessi dagli allievi. In questa atmosfera comprensiva lo studente sente di piacere agli altri senza pregiudizi.

L’empatia può essere pensata sia come categoria pedagogica che come attività nel prevenire forme di disagio.
I giovani si rifanno a modelli sbagliati che vedono in televisione, o sono abbandonati, trascurati dalle famiglie e così non avendo punti di riferimento si “aggrappano” ad altri modelli spesso sbagliati come ad esempio il bullismo.

ADOLESCENTI A RISCHIO

IL BULLISMO


Il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi e si afferma quando il giovane cosiddetto “forte” cerca di prevalere con la violenza fisica o verbale, umiliando e insultando i più deboli, costringendoli ad emarginarsi.
I ragazzi che subiscono tale violenza sono solitamente più ansiose ed insicure, sensibili, si sentono abbandonati dagli altri compagni, non hanno una stima di sè e sono persone calme.
Essi si sottomettono soprattutto se si sentono deboli fisicamente e quindi non si sentono capaci di affrontare la situazione.
Il rendimento scolastico tende a peggiorare.
Con queste caratteristiche la vittima fa capire al bullo di essere incapace di affrontare gli insulti e le ripetute aggressioni non fanno altro che peggiorare questo quadro di incertezza sulle proprie capacità.
Caratteristiche del fenomeno bullismo sono:
- Prepotenza fra pari.
l’intenzionalità del comportamento aggressivo;


- l ’asimmetria di potere: tra il bullo e la vittima c’è una differenza di potere, dovuta alla forza fisica, all’età o alla numerosità quando le aggressioni sono di gruppo.

La caratteristica più evidente del comportamento da bullo è chiaramente quella dell'aggressività rivolta verso i compagni, ma molto spesso anche verso i genitori e gli insegnanti.
I bulli hanno un forte bisogno di dominare gli altri e si dimostrano spesso impulsivi.
Vantano spesso la loro superiorità, vera o presunta, si arrabbiano facilmente e presentano una bassa tolleranza alla frustrazione.
All'interno del gruppo vi possono essere i cosiddetti bulli passivi che non partecipano attivamente ad episodi violenti.
È frequente che questi ragazzi provengano da condizioni familiari educativamente inadeguate.
Questo fatto spiegherebbe in parte la soddisfazione di vedere soffrire i loro compagni.
Tra le condizioni che favoriscono tale fenomeno vi è l'eccessiva permissività e tolleranza verso l'aggressività manifestata verso i coetanei e i fratelli.
È certo che le condotte inadeguate si verifichino, con maggior probabilità quando i genitori non sono a conoscenza di ciò che fanno i figli o quando non hanno saputo fornire adeguatamente i limiti oltre i quali certi comportamenti non sono consentiti.

È importante che i genitori della vittima di bullismo lo aiutino a trovare una migliore autostima, una maggiore autonomia e gli forniscano degli strumenti adeguati per affermarsi nel gruppo dei coetanei.
Nel bullismo la vittima può subire attacchi fisici, verbali o non verbali, che sono sempre e comunque diretti alla persona per umiliarla ed offenderla. Si possono realizzare interventi nell'ambito della mediazione e soprattutto dell'interazione, per affrontare le difficoltà relazionali giovanili e trasformare le dinamiche conflittuali in una risorsa. È necessario mantenere un atteggiamento nel quale tale fenomeno diventi un problema da risolvere tutti insieme, in cui il gruppo e la classe diventano i soggetti principali del cambiamento. Il dialogo e la comunicazione interattiva e coinvolgere la classe sulla considerazione delle dinamiche e delle interazioni interne al gruppo. In seguito ci si rivolgerà ai punti di riferimento principali dei ragazzi, al gruppo classe, per avanzare un complessivo processo di crescita e di socializzazione innovativa, progettuale, in una dimensione decisionale e procedurale molto sviluppata.

Dott.ssa Maria Teresa Armetta

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