Disturbo ossessivo compulsivo

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Documento inserito lunedì 6 ottobre 2008

DISTURBO OSSESSIVO - COMPULSIVO

Il disturbo ossessivo-compulsivo o DOC chiamato anche sindrome ossessiva-compulsiva o SOC è un disturbo d'ansia in cui la mente è invasa da pensieri persistenti e incontrollabili, o in cui la persona è spinta irresistibilmente a ripetere di continuo certi atti; ne conseguono un notevole disagio psicologico e una rilevante interferenza con le attività della vita quotidiana.
Studi epidemiologici del DOC hanno evidenziato un‘incidenza nella popolazione psichiatrica di circa il 5%. Il disturbo interessa pressoché in uguale misura i due sessi e l‘età media di esordio oscilla fra 22 e 35 anni.
L‘esordio del DOC vero e proprio avviene in età giovanile, di solito prima dei 25 anni di età, ma può anche manifestarsi nell‘adolescenza e nell‘infanzia. Nella maggior parte dei casi i sintomi si manifestano gradualmente, in modo insidioso, causando dapprima solo una modesta sofferenza ed un lieve disagio che poi si aggravano progressivamente, costringendo il paziente a
ricercare l‘aiuto del medico. Il disturbo può risultare compatibile con accettabili livelli di adattamento per lunghi periodi e l‘intervento psichiatrico viene rimandato nel tempo.
L‘aggravamento della sintomatologia ossessivo-compulsiva può causare invalidità e/o la comparsa di depressione.
Il DOC si manifesta in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato dall'anancasmo, una sintomatologia costituita da ossessioni e compulsioni: le ossessioni consistono in idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che si insinuano di continuo nella coscienza di una persona e che vengono percepiti come intrusivi, fastidiosi e privi di senso.

Le compulsioni sono definite come atti mentali o comportamentali compiuti ripetutamente, che una persona non può fare a meno di non compiere, allo scopo di alleviare uno stato d’ansia o prevenire un disagio e una situazione temuta. Le compulsioni tuttavia producono un sollievo che è solo momentaneo, non conferiscono né soddisfazione né realizzazione. Spesso la persona che soffre di questo disturbo continua a ripetere sempre la stessa azione perché teme che se mancasse di eseguirla ne deriverebbero conseguenze terribili. La frequenza con cui un'azione compulsiva viene ripetuta può essere elevatissima.
Un disturbo ossessivo-compulsivo è simile a una fobia in quanto coinvolge una paura specifica e irrazionale, ma se ne distingue per il fatto che tale paura è rivolta a qualcosa che esiste solo nel pensiero, e può essere ridotta soltando eseguendo una certa azione rituale. Le persone afflitte da un disturbo ossessivo-compulsivo, al pari di quelle che hanno una fobia, soffrono anche perché sono consapevoli di compiere azioni irrazionali, e fanno di tutto per nasconderle agli altri.
Nella maggior parte dei casi le persone non ricordano con esattezza quando sono comparsi i primi sintomi ossessivo-compulsivi: questi si manifestano generalmente in modo insidioso, causando inizialmente solo una modesta sofferenza ed aggravandosi progressivamente. In genere si accentuano azioni ripetitive che esistevano già precedentemente all'esordio del sintomo.
In alcuni casi le persone sono in grado di riferire con precisione il momento dell'inizio dei sintomi: in questi casi il disturbo esordisce in modo improvviso, spesso a seguito di un evento stressante.
Se il disturbo ossessivo-compulsivo non viene curato si possono delineare quattro tipi di decorso:

- Decorso episodico: i sintomi sono presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona, con nessun sintomo o sintomi minimi tra vari episodi acuti della durata di mesi o anni (tra i singoli episodi il tipo di ossessione spesso cambia). Ci può essere anche un solo episodio in tutta una vita.
- Decorso cronico fluttuante: i sintomi sono molto incostanti nel tempo, con miglioramenti e peggioramenti, ma non scompaiono mai del tutto. I frequenti alti e bassi sono in genere legati al livello di stress generale.
- Decorso cronico stabile: i sintomi si manifestano gradualmente ma, poi, rimangono stabili nel tempo.
- Decorso cronico ingravescente: è il più grave, e purtroppo il più comune. Generalmente i sintomi iniziano in modo graduale; ci sono periodi di peggioramento e periodi di stabilità, seguiti, poi, da nuovi peggioramenti.

Non si può parlare di un disturbo ereditario, anche se la componente genetica, potrebbe influire nella comparsa del disturbo. Il fatto di avere familiari che soffrono o hanno sofferto di DOC aumenta certamente la possibilità di ammalarsi, ma è molto difficile fare una distinzione tra i disturbi ossessivo-compulsivi dovuti al fatto di essere allevati da un genitore con DOC da quelli legati al vero e proprio patrimonio genetico. Studi sui gemelli omozigoti separati alla nascita, comunque, hanno dimostrato che la malattia non ha una natura totalmente genetica, anche se può essere presente una componente ereditaria.

Una conseguenza frequente di tale disturbo è data dagli effetti negativi che questo ha sulle relazioni interpersonali, e soprattutto familiari, di chi ne è afflitto. Una persona soggiogata dal bisogno irresistibile di lavarsi le mani ogni dieci minuti, o di toccare ogni pomello di porta che incontra, o di contare tutte le mattonelle del pavimento di un bagno, ha buone probabilità di suscitare preoccupazione, e persino risentimento, nel coniuge, nei figli, negli amici o nei colleghi di lavoro. Può accadere che i sentimenti antagonistici provati da queste altre persone e percepiti da chi soffre del disturbo provochino depressione e ansia generalizzata, creando quindi le condizioni per un ulteriore deterioramento delle sue relazioni interpersonali.

Dott.ssa Mary Morelli

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