D.I.A. (Denuncia di Inizio Attività)
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Documento inserito giovedì 14 agosto 2008
L’argomento in questione di cui vorrei parlare è quello di una pratica amministrativa che, nel mondo dell'edilizia, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti: la D.I.A. ovvero la Denuncia di Inizio Attività.
Lo scopo di questo articolo è cercare rendere questa pratica la più chiara e comprensibile possibile per le persone profane in materia, in modo tale che chiunque possa aver chiaro che cosa sia, a cosa serve, quando va fatta e chi la redige.
Il D.P.R. 380/01 art. 22 disciplina gli interventi che sono subordinati alla D.I.A.
In particolare, sono soggetti alla Dichiarazione di Inizio Attività gli interventi che:
1. non sono sottoposti al permesso di costruire
2. che nn incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano le destinazioni d’uso, e la categoria edilizia, che non alterano la sagoma dell’edificio
Inoltre, in alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante D.I.A.
1. gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche di volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici o mutamenti delle destinazioni d’uso non ricadenti nelle zone omogenee A (centro storico)
2. interventi di nuova costruzione, o ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi
3. interventi di nuova costruzione qualora siano gli strumenti urbanistici rechino precise disposizioni plano-volumentriche
N.B. : da questo stralcio si evince come la D.I.A. sia stata concepita per rendere più semplice e rapido ottenere l’autorizzazioni per alcuni tipi di interventi al fine di semplificare l’iter autorizzativo sia al richiedente sia alla pubblica amministrazione.
Purtroppo per esperienza diretta, spesso tutti i “poteri” della D.I.A. non vengono sempre recepiti ed applicati da parte della pubblica amministrazione, un po’ per ignoranza, ma molto per paura di prendersi una responsabilità di autorizzare una cosa che poi sfugga al loro controllo con il rischio che si crei un abuso edilizio.
Quindi il consiglio che posso dare in merito a questo inconveniente è quello, dato degli interventi da realizzare, di informarsi presso gli uffici tecnici dei vari Municipi se il determinato intervento possa essere realizzato in D.I.A. o se invece miopi e timorosi interpretano la normativa in modo così restrittivo da convincervi a chiedere un permesso di costruzione.
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