Chiarimenti sul Referendum del 21 Giugno e disamina critica sulla Legge Acerbo

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Documento inserito domenica 29 novembre 2009

Chiarimenti sul Referendum del 21 Giugno
Legge acerbo – Critica Storica



Ultimamente mi sono giunte delle curiose richieste riguardanti il settore della politologia che personalmente curo.
Mi è stato chiesto spesso della legge Acerbo, dei collegamenti attuali con le proposte riguardanti la diminuzione dei parlamentari, la loro nomina diretta dai partiti, le conseguenze del referendum del 21 giugno etc etc etc

Innanzitutto sul referendum bisogna sapere che l'astensione è da considerarsi come la volontà del cittadino di non far raggiungere il quorum al referendum. Cioè renderlo nullo di fatto.

IMPORTANTE: il referendum qualora avesse successo non eliminerebbe il potere dei partiti nel nominare direttamente i nostri rappresentanti.
Deputati e Senatori li continuerebbero a scegliere loro e non i cittadini.


Il voto positivo o negativo ai quesiti concorreranno invece (superata la soglia del 50% dei votanti) ad imporre l’una o l’altra volontà popolare.

Il referendum sarà composto da 3 quesiti, si tratta di un referendum abrogativo e dunque la domanda sarà da impostare così: “ Vuoi abrogare la legge nella parte che ….? “

I primi 2 quesiti chiedono ai cittadini se vogliono abrogare la possibilità di candidature multiple di onorevoli della Camera e Senatori.
Oggi infatti grazie alle candidature multiple un cittadino può candidarsi in più collegi ed avere maggiori probabilità di essere eletto, anche in luoghi ad egli sconosciuti.

L’ultimo quesito, a grandi linee, chiede al cittadino se vuole che il partito che ha totalizzato un risultato migliore abbia il 55% dei seggi.
Per essere più chiari, il PDL (partito di maggiore rappresentanza in Italia) avrebbe da solo ( dunque senza bisogno della Lega, Udc, Idv o qualsivoglia altro partito) il 55% dei seggi e governerebbe da solo l’Italia.

Qualcuno ha sollevato qualche perplessità in ordine al peggioramento di una legge [ cosiddetta Porcellum dal suo stesso autore ( Min. Maroni)]

Cercherò attraverso una disamina storica, di rispondere ai vostri quesiti, intersecandoli tra loro e dando all’approfondimento un carattere critico e storiografico cercando di essere il più sintetico possibile.


Esaminiamo la Legge Acerbo e proviamo a capire meglio…

Il primo passo è conoscere la Storia politica nazionale ed internazionale.
Questa è infatti l’unico punto di partenza serio per chi vuole maturare un senso critico e posizioni degne di essere ascoltate.
Ancora più importante è capire gli errori, le dinamiche, le decisioni che altri prima di noi hanno preso. Chissà, magari per non ripeterle a nostra volta.
La storia spesso si ripete, ciclicamente come l’economia.


La nostra disamina parte dai primi anni ’20 quando Benito Mussolini adduceva come motivazione ispiratrice della proposta di legge Acerbo la maggiore stabilità di governo e la velocità e snellezza nelle decisioni.
E’il 9 giugno del 1923, data in cui Mussolini presentò un disegno di legge per eliminare definitivamente il sistema elettorale proporzionale.
Il cosiddetto progetto Acerbo.
Esso comportava un premio di maggioranza pari al raggiungimento di 2/3 dei seggi alla lista che avesse conseguito la maggioranza relativa dei voti.
Chi avesse raggiunto il 25% dei voti dunque avrebbe preso il 3/4 dei seggi ed avrebbe governato la nazione.
Resta un quesito aperto se Mussolini aveva già in mente la Dittatura o se il processo che portò ad essa sia stato indotto o velocizzato dalle circostanze dell’epoca.
(Particolare molto importante che fa riflettere sugl’imprevedibili effetti di determinate decisioni e sulla responsabilità della politica)

Anche allora, come adesso, i disegni di legge venivano esaminati in commissione parlamentare [spesso i parlamentari (anche ai giorni nostri) non hanno le competenze tecniche e culturali per decidere cosa votare ed eseguono gli ordini dei Capogruppo] e tra gli assolutamente contrari alla legge c’erano De Gasperi e Micheli considerato il padre del sistema proporzionale.

Inizialmente sembrava si fosse giunti ad una mediazione che imponeva che la maggioranza relativa raggiungesse almeno il 40% dei voti (non il 25% come da proposta).
Mussolini si rifiutò di modificare il progetto di legge ed iniziò una più abile e sotterranea corrosione della coesione interna ai partiti che gli si opponevano.
Il primo nemico era De Gasperi, bisognava screditarlo agli occhi della Santa Sede, del suo partito e degli elettori. Ci riuscì in parte con la collaborazione e l’appoggio della corona, di parte della Santa Sede e di molti traditori dei partiti avversi.
[ Troppo spesso lo stratega Benito Mussolini viene sottovalutato, molte importanti personalità appoggiarono il suo disegno politico ( Come Orlando e Giolitti che venivano dalla tradizione Liberale) entrando nel Listone Acerbo]

Dopo accesi dibattiti si giunse ad un accordo che prevedeva il voto di appoggio al governo da parte dei popolari e di astensione riguardo alla legge Acerbo.
La compattezza del gruppo fu però disdetta dal comportamento sleale di Cavazzoni che dichiarò il proprio voto positivo insieme a quello di Ferri, Marino,Martire Mattei Gentili, Mauro Roberti, Signorini e Vassallo.
Così facendo tradì la maggioranza del proprio gruppo che come d’accordo si era astenuto dal votare la legge Acerbo avendo però precedentemente votato la fiducia al governo.
Così si posero le basi del regime fascista.
Da un voto. (Inviterei a riflettere sull’importanza del Voto)

In verità però le cronache politiche dell’epoca, oltre a documentarci i numerosi scontri tra De Gasperi e Mussolini testimoniamo anche che la partita si giocò,ed ebbe l’epilogo che conosciamo, non solo a causa delle “serpi in seno” ma anche per voti venuti meno inaspettatamente.
Così scriveva Turati ( leader del partito socialista) alla Kuliscioff < ventun voti di maggioranza. Dei nostri ne mancavano 30 o 40, il che significa che siamo stati noi a dare la vittoria al fascismo.

La proposta di legge Acerbo divenne la Legge Acerbo.
Iniziò una campagna elettorale mirata a dare risposte di ordine (si vedano gli slogan dei Treni in Orario).
Il partito Fascista vinse l’elezioni.

Facciamo una pausa e fotografiamo la società italiana e la politica internazionale di quel periodo;
Nel ‘ 21 sotto il governo Giolitti la situazione italiana stava degenerando, sulla scia di quella che era stata la rivoluzione russa il partito comunista si staccò da quello socialista in Italia e la via rivoluzionaria cominciò ad essere predicata e praticata.
Le masse iniziarono a scendere nelle piazze. Movimenti contrastati da forze di opinione e politiche. Al contempo il ’19 Mussolini fondava il partito fascista insieme a compagni di lista autorevoli coma Arturo Toscani. In Italia si assisteva all’avvento del nuovo che tra il 19 e il 21 portò situazioni di vero disagio che andavano dall’occupazione delle fabbriche a manifestazioni di lotta sociale che destabilizzarono il governo del paese (Persino Giolitti ne fu travolto lasciando al suo luogotenente Facta la formazione di due governi in quegli anni) La situazione stava precipitando.

Nel 1922 morì Benedetto xv [ ricordiamo le sue celebri parole riguardanti la guerra mondiale appena finita: <la inutile strage> (frase che a molti non era piaciuta)]
Gli subentrò Pio XI che aveva tra i suoi obiettivi quello di risolvere la questione romana e di raggiungere un intesa con lo stato italiano. [Osserviamo come Mussolini diete a Pio XI la possibilità di portare a termine una trattativa con lo stato che era ferma dal ’17;Come contropartita impose al clero di non iscriversi ad alcun partito politico che al momento della firma del trattato non esisteva (al momento della firma c’era solo quello fascista)]

Ma la confusione era mondiale, pensate che Wilson, il presidente americano, propose la Società delle Nazioni per dare un foro di colloquio stabile al mondo. Proposta bocciatagli dal suo stesso congresso. (Situazione differente alla fine della seconda guerra mondiale con la creazione dell’ONU)

Per capire la situazione di quegli anni basta riflettere sul dato che dall’ottobre del ’17 all’Ottobre del ’22, quando Mussolini fece la marcia su Roma, si ebbero 7 crisi ministeriali.


Adesso torniamo alla Storia ed alle conseguenze della Legge Acerbo

Con questo sistema elettorale e con le capacità politiche del caso, non di meno con l’appoggio di Vittorio Emanuele III il Partito Fascista ( che nel ‘19 fu bocciato dagli elettori) vinse l’elezioni.
Presto la situazione precipitò, nel giugno del ’24 quando il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò una filippica contro il governo denunciando tutta una serie di falsi e di soprusi che erano stati fatti nei seggi elettorali.
Trascorsero pochi giorni e Matteotti scomparve.
Ucciso barbaramente da picchiatori fascisti.
Gli storici non hanno ancora chiarito in via definitiva le responsabilità di Mussolini cioè se abbia ordinato di dargli una lezione degenerata poi nell’omicidio o semplicemente non lo impedì o addirittura l’ordinò, questo non possiamo saperlo e non posso pronunciarmi in merito.
Si può però registrare che questo accadimento creò un involuzione fortissima della situazione dell’Italia.
In risposta più di 100 deputati eletti in partiti non fascisti si ritirarono sul cosiddetto Aventino rifiutandosi di partecipare ai lavori parlamentari.
[Una commissione di 3 deputati tr ai quali figurava anche De Gasperi si recò da Vittorio Emanuele III (Re d’Italia) per scongiurarlo di prendere iniziative per ripristinare l’ordine democratico, egli però ignorò le richieste schierandosi dalla parte di Mussolini]

Da qual momento tutti gli oppositori al regime vennero perseguitati, il “Parlamento” decise l’espulsione degli aventiniani [es: De Gasperi fu arrestato con l’imputazione di tentato espatrio clandestino pur senza una prova certa dell’imputazione (gli storici attribuiscono a Graziato la soffiata)]

In quel periodo il Vaticano ebbe un ruolo importante, successivamente alla firma dei Trattati del Laterano del 1929 e con la chiusura della questione romana, la Santa Sede si sentiva meno assoggettata e potè ospitare De Gasperi con il ruolo di Bibliotecario (Fu lì che il 19 enne Andreotti conobbe De Gasperi , ma su questo scriveremo un’altra volta) ma non fu il solo a trovare asilo in Vaticano.
C’era infatti anche il segretario del Zentrum tedesco ( la Rep. Di Weimar aveva avuto infatti un governo democratico che le due ali nazional-socialista e comunista volevano distruggere facendo fuori il segretario, per poi farsi guerra tra loro)
La storia è bizzarra a volte perché fu più furbo Hitler aiutato dagli ebrei.
Perché fu aiutato da coloro i quali avrebbe poi sterminato? <qualcuno potrebbe chiedersi>
Perché in quel periodo i comunisti facevano paura e suscitavano l’emozione della Rivoluzione russa, quindi tutto il mondo del capitale guardava esattamente dall’altra parte. Gli ebrei tedeschi dunque aiutarono Hitler a fare fuori tutte le altre forze politiche aiutandolo a creare un regime che avrebbe avuto le conseguenze note. Questa però è un’altra storia che magari racconteremo in altre occasioni.


Letti questi brevissimi passaggi è pressoché chiaro cos’è la Legge Acerbo e parte delle conseguenze che portò in futuro.

Tornando ai giorni nostri possiamo osservare come dapprima la eliminazione del voto di preferenza ( cioè l’impossibilità per il popolo italiano di decidere il nome del candidato che lo andrà a rappresentare in Parlamento) e dunque la possibilità per i partiti di scegliere autonomamente e con criteri autoreferenziali i rappresentanti del Popolo italiano, porta necessariamente ad un assetto del sistema politico italiano di tipo feudatario che vede un Signore ed i suoi Vassalli.
Chi infatti voterebbe una “velina” per rappresentarlo in parlamento?
Chi voterebbe una giornalista di primo pelo per occuparsi di problematiche d’interesse nazionale?
Chi voterebbe scrivendo il nome di un indagato o persona sotto processo nella scheda elettorale?
Eppure tutti i partiti, nessuno escluso, rendono tutto questo (ed altro) possibile.
Esaminare la Legge Acerbo ci ha insegnato come una legittimazione che non sia popolare ed una concentrazione eccessiva di potere hanno brutti epiloghi che per essere tali non necessitano di estremismi quali la dittatura. Basta molto meno per essere mal governati.


La seconda osservazione che viene spontaneo fare riguarda la proposta di diminuire i parlamentari. Questa possibilità unita al mandato indiretto dei rappresentanti del popolo scelti dai partiti sacrificherebbe ancora di più le garanzie democratiche.
Controllare infatti 100 Vassalli è più facile che controllarne 945 circa.

Se a questo uniamo l’infausta proposta di permettere che il voto sia espresso solo dai capogruppo la preoccupazione assume toni caricaturali.

Ma ciò che più impensierisce coloro i quali hanno dedicato la propria vita e la propria formazione alla democrazia vera ed alla vera rappresentatività del popolo italiano è la vergognosa proposta, il solo pensiero, di potere attribuire con il solo 10-20 o 30% dei voti il 55% dei seggi disponibili in Parlamento. Se poi consideriamo che quel 30% rappresenterebbe i soli votanti e che mediamente gli astenuti sono del 35% in Italia, ci rendiamo conto della debolezza della rappresentatività a fronte del potere di comandare una nazione intera.

Considerate le premesse siamo ben oltre la Legge Acerbo che prevedeva la possibilità di scegliere il nome del candidato da parte del popolo, che prevedeva molti più seggi ma soprattutto l’epoca storica di quel tempo era aperta a fermenti, rivoluzioni e certamente non anestetizzata come la nostra.

Ecco dunque che la Storia si ripete offrendo ai propri studiosi spunti interessanti di critica.



  Giuseppe Colajanni

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