Bambini e Tv

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Documento inserito sabato 24 gennaio 2009

Bambini e tv


Il rapporto tra bambini e televisione è un tema delicato e ancor oggi molto attuale. I vari mezzi di comunicazione stanno diventando parte integrante di noi proprio perché sono attorno a noi ci permettono di rapportarci agli altri e alla società stessa. In modo particolare la televisione attira l’attenzione di tutti e soprattutto dei bambini che spesso passano ore ed ore davanti ad essa.
Infatti i genitori lavorano entrambi e lo schermo televisivo diviene una sorta di baby-sitter per tener “buoni” i bambini. Allo stesso tempo essa è considerata una persona, un amico con cui trascorrere pomeriggi interi da soli o con amici.
È un modo per divertirsi e per farsi una visione del mondo degli adulti. Il linguaggio della televisione è molto stimolante e consente di prendere notevoli informazioni senza controllo. Dai programmi televisivi ai tg, ai films.
Soprattutto la pubblicità è motivo di confronto e dialogo da parte di critici e studiosi. Essa è considerata parte decisiva dei programmi televisivi, in modo particolare nei cartoni animati. Ha una gran efficacia persuasiva, le immagini li attirano, le musiche , i colori ed altro, divengono motivo di conversazione tra gli amici confrontandosi sulle battute di uno spot.
E per questo motivo che i bambini attirati da ciò chiedono sempre ai genitori di comprare un giocattolo visto in tv.
Gli adulti credono che non capiscano ciò che sta di fronte a loro, i discorsi le immagini, in realtà assimilano tutto spesso in modo negativo imitando i personaggi di spot violenti e aggressivi.
L’autority per i diritti dei minori prevede il controllo la non interruzione dei programmi per bambini con la pubblicità e il divieto di trasmettere trailer di film vietati durante la fascia oraria che va dalle 7 alle 9.
È necessario evitare che il bambino rimanga per molte ore “incollato” al televisore, magari da solo nella sua stanza ma bisogna creare in lui esperienze relazionali significative per esprimere i propri sentimenti.
Bisogna aiutarli a decodificare i linguaggi della tv. I genitori devono infatti interagire con i propri figli, ad esempio parlare del film in questione o del programma visto; ciò consente di entrare in contatto e stabilire una comunicazione pedagogica.

La tv non è del tutto negativa quindi, ma la partecipazione degli adulti consente una comprensione corretta di quest’ultima.
La scuola dovrebbe prevedere la considerazione di tali linguaggi in quanto essa, come le materie che si studiano a scuola, è veicolo di sapere.
Esiste una disciplina la “Media Education” che si pone come obiettivo principale quello di approcciarsi meglio alla televisione in modo consapevole e critico senza per questo eliminare la tv stessa, ma renderla consapevole delle nuove generazioni.
Quindi infine si pone per gli adulti di:

-affiancare i bambini nella visione, guidandoli a una comprensione corretta di ciò a cui stanno assistendo

- evitiamo il più possibile che vedano programmi fuori dalla fascia protetta o non studiati appositamente per loro

- educhiamoli a giocare anche all'aria aperta, un contesto che contribuisce a formare esperienze importanti di autonomia e libertà.

- leggere molti libri, affinchè possano elaborare una propria creatività e personalità

-per tutta l’età prescolare evitare la visione di tg da soli senza gli adulti che stanno accanto a loro.
In caso contrario, aiutarli a comprendere ciò che succede nel piccolo schermo traducendo i fatti narrati in un linguaggio adatto alla loro sensibilità.

Dott.ssa Maria Teresa Armetta

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