Accettazione Positiva Incondizionata e Concetto di Sé

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Documento inserito venerdì 3 luglio 2009

Accettazione Positiva Incondizionata e Concetto di Sé


La struttura del Sé si forma sulla base delle interazioni ambientali, in particolare come effetto dell'interazione valutativa con gli Altri (G. H. Mead, 1934). Essa è una forma concettuale organizzata, fluida ma coerente, di percezioni delle caratteristiche e delle relazioni del Sé, insieme con i valori annessi a questi concetti. Gli stessi valori attribuiti all’esperienza ed i valori facenti parte della struttura del Sé in alcuni casi sono valori sperimentati direttamente dall'organismo ed in alcuni altri sono valori introiettati o assunti da altri, come se essi fossero stati sperimentati direttamente.

In questo senso, l’emergere del Sé nel bambino è cruciale per la comprensione dei meccanismi che possono portare un individuo all’alienazione dalla propria vera natura.
Durante la prima infanzia, le esperienze del bambino sono vissute in modo unitario e la possibilità di differenziare tra ciò che è “Sé” e ciò che è “non Sé”; solo in seguito, in linea con il processo di differenziazione proprio della tendenza attualizzante, il bambino comincia a differenziare quanto gli appartiene da quanto gli è estraneo e diviene gradualmente consapevole di essere e di funzionare autonomamente e separatamente.

La consapevolezza di tale differenziazione permette lo sviluppo del Concetto di “Sé”. Poiché lo sviluppo del Sè è determinato significativamente dalle valutazioni altrui (Kohut, 1977; Stolorow, Atwood, 1992), s’instaura un processo mediante il quale il bambino prova un forte bisogno di considerazione positiva che può indurlo a valutare le proprie esperienze anche in modo difforme dal processo di valutazione organismica, pur di restare in accordo con le persone (caregiver) di cui desidera mantenere l’affetto e, di conseguenza, la considerazione positiva (D.W. Winnicott, 1965).
Rogers non dice molto sull’insorgere di questo bisogno tranne che un elemento importante è il lungo periodo neotenico caratteristico della razza umana alla nascita, cioè quello stadio in cui un neonato dipende per la propria sopravvivenza dalle cure genitoriali.
La considerazione positiva ha, dunque, un ruolo estremamente importante per uno sviluppo pieno della personalità; in realtà, quasi sempre accade che la considerazione positiva è data in modo condizionato così che il bambino, avvertendo che per alcuni aspetti è apprezzato e per altri no, è indotto dalla paura di perdere l’affetto dei genitori a fare propri valori, mete, modi di essere incongruenti con la propria esperienza immanente.

Può accadere, infatti, che le figure genitoriali, o comunque le persone significative, accettino il bambino soltanto sotto condizione, cioè, per esempio, solo se sperimenta alcune emozioni e non altre o se ha alcune attitudini e non altre, ma egli potrà seguire il proprio processo di sviluppo e consolidare appieno le sue capacità solo ricevendo accettazione positiva incondizionata.
Ovviamente ciò non significa che ai bambini, per crescere sani, debba essere permesso tutto, quanto, piuttosto, che il genitore deve accettare il campo esperienziale del bambino, capirne il sentimento, il desiderio, facendogli capire, se necessario, che non è il caso di metterlo in atto; in altre parole riconoscendogli la libertà esperienziale, non negandogliela.
Può, infatti, determinarsi una grave frattura nell'esperienza dell'individuo quando la considerazione positiva dell'ambiente, alla quale ciascuno istintivamente anela, è fortemente condizionata in direzioni opposte alle sue spontanee tendenze verso l'autorealizzazione. Può, d'altro canto, darsi che l'individuo riceva dal proprio ambiente una considerazione positiva incondizionata, cioè libera da quelle “condizioni di merito” che agiscono negativamente sullo sviluppo della personalità. In tali casi sentirsi stimato e accettato incondizionatamente corrisponde al fluire dell'esperienza in accordo con il processo di valutazione organismica, e perciò in accordo con la tendenza all'autorealizzazione.

Quando, invece, la considerazione positiva è condizionata, la percezione (se non la consapevolezza) dell'esperienza diventa dicotomica: le esperienze valutate positivamente e che sono congruenti con il Sè vengono percepite e accuratamente integrate; le esperienze, invece, che sono valutate negativamente, e che sono conflittuali (cioè non congruenti), sono ignorate o distorte ed escluse dalla coscienza.
Quando esiste uno stato di disaccordo interno tra l'esperienza e il Concetto di Sè, la personalità non è più strutturata in un’unità coerente ed integrata ma risulta soggetta all'esperienza di una minaccia ed è caratterizzata da un senso di disagio e di ansia. In tali situazioni, la necessità di mantenersi coerenti con il proprio Concetto di Sé attiva processi di difesa come la distorsione e/o la negazione dell'esperienza, che hanno come conseguenza il mantenere inalterato lo stato di incongruenza del Sè ed impediscono la simbolizzazione dell'esperienza.

A causa del bisogno di considerazione positiva di sé,infatti, l’individuo ha un modalità di valutazione condizionata e, in funzione di questo condizionamento, l’esperienza sarà percepita in modo selettivo; questo comporta che le esperienze possono essere non simbolizzate o simbolizzate in maniera distorta a seconda che mettano in pericolo il concetto di Sé o immagine dell’Io che si è venuto formando in relazione con l’altro:

  •  le esperienze conformi sono percepite e simbolizzate correttamente (simbolizzazione corretta);
  • alcune esperienze non conformi sono percepite in maniera selettiva o deformate per renderle conformi (simbolizzazione distorta);
  •  alcune esperienze non conformi non sono intercettate alla coscienza (mancata simbolizzazione).
Non essendo tutte le esperienze simbolizzate correttamente nella coscienza o incorporate nella nozione del Sé, avremo uno stato d’incongruenza e di distacco interno fra il Sé e l’esperienza e quindi di vulnerabilità e malfunzionamento psichico.
Viene a strutturarsi un processo di difesa che scatta ogni volta che le esperienze vengono subcepite come minacciose e che opera attraverso la distorsione percettiva dei dati della realtà. La persona che è costretta a ricorrere alla difesa, non ha più un contatto realistico e diretto con la sua esperienza e diventa incongruente.

Secondo C. Rogers (1961) tale incongruenza può essere sanata da un processo di reintegrazione, inteso a far riappropriare il soggetto delle proprie esperienze negate, tramite un aumento dell'autostima positiva incondizionata ed una riduzione di quelle condizioni valutative che hanno mutilato l'esperienza soggettiva. Quindi, il terapeuta ha la funzione di offrire/permettere al cliente un'esperienza relazionale "correttiva" tale da permettere al cliente di accrescere e ristrutturare il proprio Sé (Stern, D., 1985; Greenberg e Mitchell, 1983).

Proprio perché tale reintegrazione possa aver luogo è necessario, come detto, che la persona si senta sicura di essere accettata e perciò è necessario lo stabilirsi tra terapeuta e cliente di una relazione di empatia, di autenticità e di accettazione positiva incondizionata, fondamentalmente "centrata sul cliente". In questo processo l’accettazione incondizionata rappresenta la controparte delle condizioni valutative che ostacolano lo sviluppo della personalità e, in sede terapeutica, corrisponde all'accettazione da parte del terapeuta di tutti i sentimenti e le esperienze del soggetto.

Il Concetto di Sé individuale, in tal senso, evolve nel corso della relazione terapeutica da un’estremità rigida ad un’estremità dinamica lungo un itinerario nel quale si attraversano diversi stadi: alla rigidità e alla fissità dei primi stadi subentra definitivamente una totale fiducia nel proprio processo organismico di valutazione e l'individuo si lascia guidare dalla tendenza all'attualizzazione del Sè.


Dott.ssa Manuela Campo



Riferimenti bibliografici
Kohut, H.,(1977). The Restoration of Self, International Universities Press, New York. [trad. it. La Guarigione del Sé, Bollati Boringhieri Torino, 1980].
Greenberg, J.R. e Mitchell, S.A.,(1983), Object Relations in Psychoanalytic Theory, Cambridge, Harvard University Press. [trad. it. Le Relazioni Oggettuali nella Teoria Psicoanalitica. Bologna, il Mulino, 1986].
Mead, George H., 1934 Mind, self, and society. Chicago. University of Chicago Press.
Rogers C.R. (1980) A WAY OF BEING, Boston: Houghton Mifflin. Trad. italiana: UN MODO DI ESSERE, Firenze, Martinelli, 1985.
Winnicott , D.W.,(1965), The Maturational Processes and the Facilitating Enviroment, International Universities Press, New York [trad. It. Sviluppo affettivo e ambiente, Armando, Roma 1970].

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